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Alice Cooper racconta di una bizzarra mattina con Syd Barret e una scatola di cornflakes

(Londra – Martina R. Inchingolo) – Il cantante americano condivide il suo parere sul confine da non sorpassare dello stile di vita ‘sesso, droga e rock n’roll’.

Alice Cooper ha parlato della sua vita personale e illustre carriera per un puntata del podcast Words and Music, dal titolo Who I Really Am: Diary of a Vampire.

Tra tutti i suoi anneddoti che includono star del mondo della musica come Jimi Hendrix e Frank Zappa, un incontro in particolare ruba la scena, quello con il front man dei Pink Floyd, Syd Barrett.

Dopo un concerto dei Pink Floyd al Cheetah Club nel Novembre del 1967, Alice Cooper decide di invitare la band nella sua casa a Venice Beach, ma il momento piu memorabile sarà la colazione.

“Una mattina mi sono alzato presto, sono andato in cucina e ho visto Syd seduto al tavolo che guardava una scatola di cornflakes e rideva come se stesse vedendo lo spettacolo più comico del mondo.

“Noi non eravamo certo dei bravi ragazzi, ma non ho mai visto nessuno così fuori di testa a quell’ora del mattino. A quanto pare, i cornfalkes saltavano e ballavano davanti a lui, come un cartone animato”.

Nel 1968 Syd Barrett si separa dai Pink Floyd dovuto al suo uso eccessivo di droghe psichedeliche che gli rendono difficile esibirsi. Dopo una breve carriera da solista, abbandona le scene musicali e torna a vivere a casa di sua madre a Cambridge.

Durante il suo episodio, Alice Cooper ha condiviso la suo opinione sulla discesa del famoso chittarista.

“Era uno dei cantautori più geniali della sua generazione, un ottimo chitarrista e una vera rockstar, ma semplicemente viveva in un altro pianeta. Probabilmente è stato divertente per lui finché non è riuscito più a tornare alla realtà”.

Syd Barrett è una delle tanti rockstar la cui carriera è stata troncata per colpa dell’eccesso uso di droghe, come per esempio il famoso 27 Club (un gruppo di artisti morti alla giovane età di 27 anni).

Alice Cooper commenta anche sulla lora tragedia, affermando che “il rock n’roll è una faccenda pericolosa”.

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