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Le streghe uccise nella Scozia rinascimentale hanno ricevuto delle scuse

Londra –  Il gruppo “Witches of Scotland”  oltre a ricevere delle scuse formali vuole anche ottenere un monumento nazionale.

Per più di 400 anni, donne identificate come streghe sono state cacciate, torturate e uccise. La Scozia si è distinta per la sua violenta adesione al “dovere” di sterminarle, fomentati anche dalla pubblicazione nel 1597 da parte di re Giacomo VI della “Daemonologie”, uno studio su demoni, streghe e creature mutaforma. Nel 1603, quando divenne re Giacomo I d’Inghilterra, il libro fu ristampato e potrebbe aver anche influenzato l’opera di Shakespeare :”Macbeth”.

Dopo quattro secoli una campagna lanciata da Witches of Scotland ha fatto progressi ottenendo scuse ufficiali postume per coloro che furono uccise, ma rincorrono ancora due obiettivi: perdono legale e l’erezione di un memoriale nazionale.

 

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Il Witches of Scotland è stato formato nella Giornata Internazionale della Donna 2020 da Claire Mitchell QC (Queen’s Counsel) e dall’autrice Zoe Venditozzi per fornire “giustizia alle persone accusate e condannate secondo il Witchcraft Act 1563-1736”. Quell’anno hanno presentato una petizione con la loro che migliaia di persone hanno firmato. Il movimento era lento, ma l’8 marzo, giornata Internazionale della Donna, un obiettivo è stato raggiunto. Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese, ha offerto le scuse formali desiderate dal gruppo e si è impegnata a iniziare il processo di perdono. Natalie Don MSP (membro del Parlamento scozzese) ha già intrapreso la causa, pianificando una proposta di legge per estendere un perdono formale.

Il gruppo evidenzia che l’84% delle persone accusate erano donne e stima che 3.837 persone furono uccise durante i 200 anni dell’Act. Torturate fino alla confessione, le streghe condannate venivano strangolate a morte e poi bruciate sul rogo, poiché la mitologia delle streghe prevedeva che se un corpo non fosse stato distrutto, la strega avrebbe potuto continuare a vivere. Ci sono piccoli memoriali in alcuni luoghi della Scozia che ricordano le donne condannate per stregoneria, ma come il Pozzo delle Streghe a Edimburgo ricordano il mito delle streghe, piuttosto che rappresentare un memoriale per le donne che hanno perso la vita.

 

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In tutta la lussureggiante terra di Scozia, quasi 20 luoghi di morte sono noti per l’uccisione di streghe, a volte il luogo offre semplicemente un piccolo cartello o un mucchio di pietre.

Un monumento nazionale sarebbe un modo più appropriato per ricordare le migliaia che sono state uccise a volte per il solo crimine di essere donna. Questi atti di misoginia e femminicidi di massa meritano sicuramente delle scuse formali e una statua commemorativa per non essere ridotti solamente a una triste ma affascinante pagina del libro di storia.

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