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RaiPlay: IL RUMORE DELLA MEMORIA  LA MORTE DI DJ FABO NELLA SETTIMA PUNTATA DELLA PRIMA SERIE TV “NON FICTION”, IN ESCLUSIVA DAL 23  FEBBRAIO

Londra – OSSI DI SEPPIA Una storia che fa male e che ha diviso l’opinione pubblica.  Questa storia parla di dolori atroci e insopportabili, accompagnati da terapie senza esito, fino alla rinuncia della “vita più bella del mondo”.

La morte di Dj Fabo è al centro della settima puntata di “Ossi di Seppia, il rumore della memoria” in esclusiva dal 23 febbraio su RaiPlay.

La “vita più bella del mondo” era anche la sua, come Dj Fabo stesso raccontava quando parlava di “giornate intrise di sofferenza e disperazione”.  Fabiano Antoniani era un ragazzo che si definiva “molto vivace, un po’ ribelle e innamorato della musica” e che all’età di 39 anni, in seguito ad un grave incidente stradale, rimane cieco e tetraplegico. Dolori atroci e insopportabili, appunto, e terapie senza alcuna risposta lo hanno portato alla difficile decisione di porre fine alla sua vita.

Questo settimo episodio ripercorre la vicenda attraverso le parole di Valeria Imbrogno, la fidanzata di Dj Fabo: da quella che era la “vita più bella del mondo”, fatta di viaggi straordinari e notti a suonare in discoteca, attraverso la sofferenza della malattia, fino a quel 27 febbraio 2017. L’impensabile anche in questo caso arriva all’improvviso e non lascia scampo.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.

Nelle ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente le nostre vite.

Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico.

In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI.  E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.