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Roberto Sergio (RAI Radio): “La radio in streaming è fondamentale”

Roberta Chiatti (Londra) – La radio in streaming è fondamentale secondo il Direttore di Rai Radio , Roberto Sergio, che è intervenuto in diretta su London ONE Radio.

Come tutte le cose, ogni strumento, oggetto o mezzo che nasce non resta uguale, ma nel tempo si evolve in base alle nuove esigenze che la società richiede. La radio, infatti, è un mezzo che nei secoli si è sempre evoluta, sia in termini tecnici che di linguaggio. Anche oggi, nell’era della digitalizzazione, la radio necessita di un “upgrade” e forse in Italia uno dei primi a comprendere questa necessità è stato Roberto Sergio. 

Mancava una visione che non c’era, cioè andare oltre la tradizionale radio in FM in Italia e pensare che si doveva arrivare ad avere una diffusione su tutti i mezzi di trasmissione possibili e questo aveva una esigenza in radio, ovvero la digitalizzazione

Solo in questo modo, secondo Roberto Sergio, si può iniziare a puntare su un audience sempre più giovane, considerando che questo pubblico è molto attento ai dettagli audio-visivi, essendo abituati al linguaggio dei social media che fornisce ottima qualità in tempi piuttosto rapidi. 

Tuttavia, nonostante i cambiamenti ai quali la radio si sta sottoponendo, manterrà sempre i propri tempi e i suoi valori e obiettivi: intrattenere e  informare. Ciò che cambia è la modalità attraverso cui la radio verrà ascoltata. Il Direttore fa l’esempio di Radio Rai 2 ,che ora può essere seguita in radio-visione, ma:

Noi quello che abbiamo voluto e´ che i conduttori continuassero ad essere radiofonici. Il programma continuasse ad essere radio

Lo stesso vale per il mezzo attraverso cui la radio viene ascoltata: se prima l’ascoltavamo  in frequenza, oggi si ascolta la radio in DAB (in digitale) e in streaming, ma i contenuti e il modo in cui vengono realizzati gli show è sempre lo stesso.

“La radio in streaming è l’elemento fondamentale” – dichiara Roberto Sergio che aggiunge: “ovviamente il DAB è quello che noi dovremmo immaginare sostitutivo delle FM. In un mondo ideale io mi immaginerei che la FM non c’è più, che c’è solo la rete DAB su tutto il territorio nazionale ma che  poi attraverso l’IP  […] diventa il plus”

Infatti un altro esempio citato è l’auto, pensiamo al mondo automotive: “è vero che c’è il DAB, è vero che c’è le FM ma finalmente abbiamo la possibilità di caricare le app con le nuove auto e ascoltare in digitale tutta l’offerta, quella originale in FM e quella in digitale”

Per saperne di più ascolta l’intervista integrale: