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Squid Game la serie cult in tutto il mondo che trasforma un gioco in un massacro

 

Londdra ( Laura Pintera) Una misteriosa organizzazione ‘recluta’ 456 persone. Quello che lega i quasi 500, destinati per lo più a morire trucidati, è il fatto di avere grandi difficoltà economiche, di vivere ai margini della società e di non vedere alcuna prospettiva di riscatto in un futuro né immediato né lontano.

L’idea fu gia’ di Stephen King nel 1982, che scrisse il libro L’uomo in fuga dove struttura un gioco simile che diventa una massacro.

458 concorrenti sono portati in un luogo ( ma che non e’ un lugo vero) con atmosfere da video gioco. Si inizia con il gioco de rimpiattino, ‘Un, due, tre stella!, la conta e’ tenuta da una bambola robot gigante e quando si gira chi si muove è morto. Solo uno dei 465 può vincere 45600000000 won.

I concorrenti lottano, diventano amici e muoiono.  C’è anche un pubblico, sì, ed è l’unico che ‘gioca’ davvero. E ci fermiamo qui perche’ la serie va vista, gustata, dobbiamo entrare dentro le pieghie nascoste di una mente diabolica. Squid Game è violento, estremo. La serie sud coreana è al momento la più vista in Uk ed è ai primi posti anche negli Stati Uniti.

Da molti viene paragonato a The Hunger Games e Battle Royale, o a Parasite ma Squid Game e’ molto ma molto piu’ crudo, misterioso ambiguo, ed e’ forse la forza del suo successo.

C’e’ l’horror, tenzione, suspance, tattica, logica, dramma, i concorrenti indossano maschere ipnotiche, insomma ci sono tutti gli incredienti di quelle serie, da vedere tutte ad un fiato per vedere chi rimane vivo, ma sopratutto scoprire chi ha ideato il tutto e perche’!

Perche’ mettere in una Corea del Sud, 456 persone, tutte in difficoltà economiche, ed invitarle a partecipare ad un misterioso gioco di sopravvivenza?

King poteva benissimo a suo tempo proporre la suaidea per farne un film, ora chissa’ come si mangia le mani.

 

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