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Tra Premier League e Serie A all’ambasciata italiana in UK

Londra (Caterina Rossi) – L’ambasciata italiana a Londra nella serata del 28 Aprile ha ospitato un evento per parlare della differenza tra il maggiore campionato calcistico in Italia e nel Regno Unito.

La Premier League è oggi, il campionato con maggiore successo sportivo e finanziario a livello mondiale. Nel 1992 nasceva in Inghilterra la Premier League che in quest’ultimo trentennio ha avuto una crescita esponenziale senza eguali, anche grazie al know how portato dai calciatori Italiani prima, e dagli allenatori poi.

“Ho portato molte cose professionalmente, ma quello che ho imparato nel calcio italiano l’ho portato in quello inglese e loro lo hanno applicato con convinzione”

  • Fabio Capello

Il campionato italiano è molto complicato, Carlo Ancelotti spiega infatti che è fondamentale la cura dei dettagli e la strategia. La Serie A rappresentava, negli anni 90 a livello globale quello che oggi rappresenta la Premier League e questo secondo Gianfranco Zola gli avrebbe dato una sorta di “range” a livello sportivo una volta approdato nel Regno Unito di cui l’ha colpito:

“L’ambiente un po’ sbarazzino con cui si affrontavano le partite, bastava entrare in campo e dare il massimo, il resto era tutto di guadagnato. C’era un’atmosfera incredibile e positiva intorno a noi e questa è una cosa che ho apprezzato molto”.

Anche gli ex calciatori Carlo Cudicini e Roberto Di Matteo, presenti all’evento, hanno raccontato il loro arrivo in Inghilterra, e nonostante i problemi con la lingua riscontrati da Cudicini concordano sul fatto che Londra sia una città dalle mille opportunità e ormai una casa per entrambi.

Moderatore dell’incontro, il giornalista sportivo Stefano Boldrini ha rivelato che l’evento originariamente era stato pensato con l’ambasciatore Raffaele Trombetta, in vista dell’Italia ai mondiali ma il fatto che l’Italia non si sia qualificata è stato un interessante spunto per discutere dei problemi che ostacolano la Serie A italiana dal ritornare al livello di eccellenza che detenuto un tempo.

Claudio Ranieri come prima problematica porta all’attenzione il fatto che ci sono pochi giovani in Serie A, bisognerebbe quindi ristudiare la preparazione giovanile e i regolamenti per far maturare i ragazzi più in fretta.

Gli interlocutori hanno concordato sul fatto che in Italia bisognerebbe investire in infrastrutture per favorire giovani talenti e per migliorare lo spettacolo e la sicurezza fornita all’interno degli stadi come è stato fatto in Regno Unito. Bisognerebbe anche, riformare i preparatori delle giovanili che spesso fanno progetti a breve termine per vincere la partita della settimana, quando, dice Zola, in un campionato giovanile vincere è l’ultima cosa, bisognerebbe formare il ragazzo e riempirlo di tutte quelle nozioni e competenze che permetterebbero di inserirlo nelle prime squadre prima dei vent’anni.

Il calcio inglese è oggi il più “globalizzato” al mondo, è un campo di interazione culturale che ha saputo attingere al know how di diversi paesi tra cui, in particolare quello della scuola calcistica italiana.

“Il calcio è emozione, condivisione e deve essere armonia e gioia”

  • Carlo Ranieri

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